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Gli acquerelli

«Mi avevano preparato i cibi migliori, il latte e il formaggio fresco, e me li offrirono appena arrivato, con quella non servile ospitalità antica, che mette gli uomini alla pari»

Carlo Levi da Cristo si è fermato a Eboli (Einaudi 1945)

 

BASILICATA

TERRA ACQUA FUOCO E CUORE D’ARGILLA

acquerelli di Fabrice Moireau 

Quando il viaggio è davvero tale, e lascia spalancate le porte dell’anima, sa alimentare dimensioni diverse in chi lo vive e in chi ne condivide il racconto. È un privilegio raro, perciò, quello di inquadrare cieli e tetti di Lucania attraverso lo sguardo di due artisti venuti da lontano: Fabrice Moireau e Carl Norac. I loro occhi, cresciuti sotto il riverbero di un sole d’argento sulle nubi atlantiche, hanno percorso, con una sorpresa che si tingeva, giorno dopo giorno, di entusiasmo, le pareti scabre e le luci della Basilicata. I due artisti si sono impegnati in un autentico Grand Tour, che lasciava a ogni luogo, a ogni singolo centro, il tempo di sedimentarsi, di entrare a far parte di un panorama interiore. BASILICATA TERRA ACQUA FUOCO E CUORE D’ARGILLA è, per questo, un’opera del tutto originale, preziosa tanto per chi della Basilicata ha respirato mari, rocce e colline, tradizioni millenarie e urgenze della modernità, quanto per coloro che, della regione, sanno soltanto il nome. In un dialogo serrato, in cui la poesia tenue dell’acquerello si confronta con parole di magica levità, le pagine del volume tracciano un ritratto di gran fascino, che vale come invito al viaggio, e a perdersi nel dedalo di esistenze che fanno capolino da ogni pagina, tra spigoli di case e panorami mozzafiato. Luoghi di cui i due artisti hanno registrato – rigorosamente dal vero – il battito del cuore, in una galleria che fa della Basilicata la più intensa e poetica delle impressioni.

Mentre le pagine scorrono tra i densi verdi dei boschi e la grana ruvida dei muri, il gusto di BASILICATA TERRA ACQUA FUOCO E CUORE D’ARGILLA si arrotonda nel fondo del palato, come quello di un vino che ha trasformato il tempo nella propria anima piena di note e di consapevole determinazione. È un’operazione editoriale “fatta in casa” nel senso migliore dell’espressione: nata, cioè, sul tavolo di cucina, dove si ritrovano il centro di gravità, i profumi e il cuore di una comunità autentica.

Al lettore lasciamo l’ebbrezza di perdersi nello spirito di questo vino generoso, e di ritrovare come una lacrima, nel fondo del bicchiere, la traccia di questa terra, scaldata dal sole, sorella del fiato dell’uomo.

Carlo Pastore – Direttore editoriale