Fardella

Zucchero

È il peso di un destino già scritto, non un sentimento, a posare quel fagotto di stracci sulla pietra fredda. Dentro, una vita che il mondo non può accogliere, il cui primo sapore è già perdita: un pezzo di stoffa imbevuto di zucchero, ultimo simbolo di un amore impossibile. La levatrice, nella sua porta notturna, accoglie quel respiro fragile. Per trent’anni, madrina di oltre quattrocento battesimi, è stata il fragile ponte tra l’abbandono e una nuova culla, ascoltando nelle piccole dita contratte la domanda muta di chi cerca una mano che non c’è più.