Ruoti

Serpe

A Ruoti, tutti conoscevano Vito Rocco Sileo. Occhi duri, mani nere di inferno. La sua violenza era puro odio per l’esistenza stessa, un male che non chiedeva né dava spiegazioni. Dopo una vita di delitti, la corte di Matera lo condannò all’impiccagione. Lui rise, deridendo la sentenza. Ma il boia non ebbe la sua occasione: Sileo scelse di morire per veleno, prendendosi di prepotenza l’ultima parola. E lasciò il paese in una paura che non svanisce: il sospetto che un serpente possa ancora celarsi tra gli sterpi.