Stigliano

L’arciprete nella malinconia

Claudio Tuzio, arciprete di Stigliano, scrive le sue memorie a Treviri, lontano dalla luce gialla del suo paese. Giurista di talento, aveva servito il potente cardinale Scipione Gonzaga, vivendo un “Rinascimento fuori tempo” tra artisti e poeti, specializzandosi in delicate questioni di diritto canonico. Ma la gloria romana svanisce nella prospettiva della vecchiaia. Il trattato giuridico che sta scrivendo si trasforma in autobiografia, intrisa di nostalgia per la sua Stigliano, l’approdo desiderato che ora sente irraggiungibile. Il suo vero luogo, nel 1595, è la malinconia stessa che guida la sua penna.