Càlvera

Ego Iuncate

1187. Io, Ioncata, signora di Calvera, malata e monaca, ricevo oggi il monastero di Sant’Andrea dal priore di Cersosimo. Questa gemma greca, in rovina da un secolo, la restaurerò e farò fruttare i suoi terreni. In cambio, verserò ogni anno oro all’abbazia di Cava e aprirò pascoli e boschi ai suoi monaci. Perché l’abazia di Sant’Andrea non deve spegnersi: la sua luce è un faro per tutti, e la sua santità vibra ancora nell’aria come polvere d’oro nel sole.