Filiano

Tric-trac

Il borgo riposa al tramonto, tra i sussurri delle case e l’ultimo tric trac del telaio. Sullo spiazzo, le donne lavorano a maglia mentre una nenia culla un piccolo, e l’aria sa di gregge che torna. Gli animali, quieti, sembrano ricordare un’antica prosperità cantata dai poeti. Con l’ombra, le donne lasciano il gradino: hanno trasformato il pomeriggio in un filo di lana, scandito dal fuso. Quel ritmo di conocchia ha dato nome e identità a Filiano, saldando in un cerchio perfetto i destini dell’uomo e degli animali.