Ginestra

Bandiere bianche

Nell’aprile 1861, le campane di Ripacandida squillano a festa per la cacciata dei piemontesi. Il loro suono, carico di fede e sdegno, si propaga come un’onda fino a Ginestra. Lì, in un’esaltazione collettiva, la gente sogna ribellione, sentendo il brigante Crocco come un’ombra protettrice dietro di sé. Senza quasi parlarsi, sfilano in piazza con bandiere bianche, arrendendosi a un’illusione: che il vecchio re Borbone, simbolo di un passato miserabile, possa diventare il padre di un futuro più giusto.