Oliveto Lucano

Fiori senza giardino

A Oliveto Lucano, negli anni Cinquanta, l’infanzia è randagia: bambini seminudi, bocche affamate in attesa di un senso. Mentre l’Italia “corre”, qui si ripete che ai poveri non manca nulla. Eppure, manca tutto: un gioco, uno spazio pulito, un asilo. Le mani e gli occhi, come creta docile, assorbono solo il vuoto. Sciamano randagi tra le case, con i capelli impastati di vento, affacciati al tramonto su un futuro incerto troppo grande da dire.