Vaglio di Basilicata

La dea che divorò il suo tempio

La dea Mefitis, venerata per le sue acque solforose curative, era un’entità capricciosa e selvaggia. Il suo santuario a Vaglio, sorto su un falsopiano instabile, era per lei una prigione troppo ordinata. Con cadenza quasi lunare, frane e smottamenti – il suo “umore” geologico – inghiottivano colonne e pavimenti. Dopo secoli di continui restauri, un ultimo, imponente crollo nel I secolo trasformò tutto in un pantano. Così Mefitis, con un riso incosciente, affermò la sua essenza inquieta: preferì divorare la propria dimora, piuttosto che essere addomesticata.