Salandra

Genesi

Padre Serafino da Salandra sa che il suo Adamo caduto (1647) è un teatro mentale: i suoi versi barocchi, Eva e il serpente “donnesco” sono irrappresentabili. Ma nella sua cella, il frate è autore, attore e regista di questo esercizio di fede. Non immagina che il suo testo ispirerà, oltre i confini, il Paradiso Perduto di John Milton. Per lui, quel lavoro è un giardino interiore di immagini potenti, coltivate per illuminare il dubbio e donare pace all’anima.