San Martino d'Agri

Sette anni

Nel 1799, Francesco Paolo Manzone, presidente della municipalità di San Martino d’Agri, combatté per la Repubblica Napoletana fino all’ultimo. La sconfitta arrivò come una gelata. Processato, si sentì pronunciare una sentenza che gli trafisse il cuore: sette anni di esilio. Quegli anni gli sembrarono una condanna peggiore della morte: un innesto brutale d’indifferenza, lontano dal paese che amava, costretto a diventare uno sconosciuto, spogliato degli ardimenti che lo avevano animato.